L’architettura non è mai stata un atto statico. È pensiero, visione, trasformazione. Prima ancora di diventare materia, è relazione tra spazio, tempo e persone. Allo stesso modo, il BIM non è un semplice strumento, ma un processo vivo, in continua evoluzione, che cresce insieme alla complessità del costruire contemporaneo.
Nel mondo AEC, progettare oggi significa governare una quantità sempre maggiore di informazioni, decisioni e interazioni. Il BIM nasce proprio da questa esigenza: dare forma all’invisibile, organizzare il sapere prima della materia, rendere il progetto un organismo coerente in cui ogni parte dialoga con le altre. Non si tratta solo di modellare oggetti, ma di costruire relazioni.
La sperimentazione è il nostro metodo. Esploriamo nuovi workflow basati su intelligenza artificiale, automazione parametrica e collaborazione cloud, non come tecnologie isolate, ma come strumenti capaci di amplificare il pensiero progettuale. L’automazione libera tempo per la riflessione, l’intelligenza artificiale supporta le scelte, il cloud diventa uno spazio condiviso in cui le discipline si incontrano e si confrontano.
Come nell’architettura, anche nel BIM il valore non sta nella forma finale, ma nel processo che la genera. Un processo consapevole, aperto, capace di adattarsi e migliorare. In questo senso, il modello informativo diventa un luogo di dialogo, dove architettura, struttura e impianti trovano un equilibrio comune, guidati da una visione condivisa.
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